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MARCO PEJROLO STRE3T POETHREE

La fotografia diventa racconto

Per la Mostra fotografica di Marco Pejrolo STRE3T POETHREE inaugurata il 16 gennaio 2014 presso la Fine art gallery di Roma, Vittorio Nocenzi è stato invitato dall’autore a comporre un breve racconto in riferimento ad uno dei trittici fotografici esposti.

Il trittico del mito

Sguardi siderali. Mito. Pizie cumane. Parole velate. Magie.
Spazi paralleli. Nebbiose galassie gli universi dell’anima.
Memorie condivise come calici di vino bevuto su sedie di paglia contadina.
Racconti bambini che allarmano il cuore, amori divini freddi come stelle lontane.
La conoscenza è scansione grammaticale del vivere, il sogno un porto lontano.
Come paura che attanaglia, il mito racconta ultime verità di desideri negati.
Il mito bisbiglia vicino al cuore, dove i colori si mescolano ad ogni battito,
ad ogni sorpresa che stupisce l’occhio.
Ad ogni fremito di ciglia il mito viaggia nel tempo come una nuvola nuova.
L’ignoto dentro di noi è istante eterno. La creazione. Il mare. Il viaggio.
Il minotauro. Il volo.
La bellezza.

Vittorio Nocenzi

 

 

MARCO PEJROLO
STRE3T
POETHREE

La fotografia diventa racconto

Opening: giovedì16 gennaio 2014 ore 18.30
Exhibition: 17 gennaio - 14 febbraio 2014
28 Piazza di Pietra - Fine art gallery Palazzo Ferrini - Cini | P.zza di Pietra 28, Roma 06.94539281 | This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Orario d’apertura: lunedì-sabato 11-13/16-20 e su appuntamento
lunedì mattina chiuso

La galleria 28 Piazza di Pietra presenta dal 16 gennaio al 14 febbraio Stre3t Poethree - la fotografia diventa racconto, gli scatti di Marco Pejrolo nei racconti di Alessandro Bergonzoni, Massimo Carlotto, Carlos Maria Dominguez, Gianluca Favetto, Vittorio Nocenzi, Gian Paolo Ormezzano, Laura Pariani, Darwin Pastorin, Alessandro Perissinotto, Pino Petruzzelli, Luca Ragagnin, Andrea Satta e Shel Shapiro.
Trentanove fotografie, selezionate tra centinaia di scatti e ricomposte in trittici da Marco Pejrolo, ad ispirare le penne di tredici narratori. Fotografia e racconto, storie dal mondo, istanti di vita catturati e fissati dall'obiettivo del fotografo, che per un attimo porta l’osservatore altrove, e la maestria dello scrittore nel tradurre le immagini in parole, dando corpo e voce a protagonisti spesso inconsapevoli. Marco Pejrolo offre allo sguardo dell’osservatore frammenti di realtà nella più rigorosa tradizione della Street Photography.

Stre3t è un movimento, un’oscillazione, una sospensione.
In 3 tempi.

Lo scatto. Movimento.
È sempre l'istante in cui si cede al desiderio. Il desiderio di fissare l'intimo stupore provato di fronte alla realtàosservata, intuita, svelata. L'occhio osserva, l'anima è mossa a compassione (cum patire: sentire con), si dispone docile al contatto con la realtà e ne rimane impressa. È la luce a scolpire gli scatti, ma la superficie sensibile (ancor prima che la pellicola o il sensore di una macchina fotografica) èla coscienza.
La ricerca dell'attimo da inquadrare e la sua selezione nel continuum dello spazio-tempo, è il richiamo che ha guidato Marco Pejrolo per le strade del Sud America, di Cuba, del Guatemala, di New York, di Parigi, di Boston, di Monaco di Baviera.

La ricomposizione. Oscillazione.
È il tributo che la passione paga alla ragione per riceverne in cambio nuovo stupore. Lontano dall'istinto dello scatto, dal tempo convulso e concitato della strada, il compito è quello di "scrivere", comporre gli scatti in sequenze, di tre, per generare "discorso", "racconto" breve, talvolta poesia.

La visione. Sospensione.
È il tempo dello spettatore. Èil tempo della lettura. Il tempo di far oscillare lo sguardo da un’ immagine all'altra alla ricerca del sottile respiro che le lega.
Scrive Renzo Sicco, amico e compagno di lavoro e di viaggi di Pejrolo: “Marco sa che le storie stanno nascoste nei luoghi o nei particolari più impensabili. Nei punti di alta concentrazione umana, cosìcome in spazi sterminati di solitudine e vento, ma in entrambi i casi ogni esistenza èunica. Le storie sono tra noi, a volte ci passano accanto perchéla nostra indifferenza o il nostro carico di altre attenzioni non le sa ascoltare, non le sa guardare, non riesce a vederle”.
Al piano inferiore della galleria, una serie di altri circa cento trittici di Pejrolo, centinaia di foto in miniatura e una lavagna magnetica favoriranno l’immersione nel processo creativo dell’artista e daranno la possibilità ai visitatori di comporre un proprio trittico; chi vorrà vi si potrà ispirare per un breve racconto. Questa esperienza coinvolge il visitatore nel percorso espositivo, ne libera la fantasia, gli consente di dar corpo alle proprie emozioni. Lo trasforma da spettatore in “artista”. Per una volta.
La galleria selezionerà alcune di queste composizioni, foto e testi, per la pubblicazione in una sezione dedicata del proprio sito web.

CENNI BIOGRAFICI

Fotografo, regista e attore. La passione di Marco Pejrolo per la fotografia va di pari passo con quella per il teatro che lo porta a girare il mondo dalla sua Torino alla Germania fino ad Argentina e Uruguay. I suoi viaggi diventano cosìspunto per i suoi reportages fotografici attraverso cui esplorare mondi e culture diversi. Il progetto Stre3t èstato giàpresentato nel 2012 a Monaco di Baviera e 2013 in America del sud nelle mostre “Sotto i cieli del Cile”e “Italia - Uruguay ad occhi aperti”.

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