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Le origini CD2

LE ORIGINI 1996

CD2

  1. L'evoluzione
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  2. Danza dei grandi rettili
    musica: V. Nocenzi
  3. 750.000 anni fa... l'amore?
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  4. E ora io domando tempo al tempo
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  5. Traccia II
    musica: V. Nocenzi
  6. Canto nomade per un prigioniero politico
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  7. Non mi rompete
    musica: V. Nocenzi 
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  8. La città sottile
    musica: Gianni Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Testi

CD2

L’evoluzione
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Prova, prova a pensare un po' diverso niente da grandi dei fu
fabbricato
ma il creato s'è creato da sé cellule fibre energia e calore.
Ruota dentro una nube la terra gonfia al caldo tende le membra
ah la madre è pronta partorirà già inarca il grembo
vuole un figlio e lo avrà figlio di terra e di elettricità.
Strati grigi di lava e di corallo cieli umidi e senza colori
ecco il mondo sta respirando muschi, licheni verdi spugne di
terra
fanno da serra al germoglio che verrà.
Informi esseri il mare vomita sospinti a cumuli su spiagge
putride.
I branchi torpidi la terra ospita strisciando salgono sui loro
simili
e il tempo cambierà i corpi flaccidi in forme utili a sopravvivere
un sole misero il verde stempera tra felci giovani di spore
cariche
e suoni liberi in cerchio muovono spirali acustiche nell'aria
vergine.
Ed io che stupido ancora a credere a chi mi dice che la carne è
polvere
ma se nel fossile di un cranio atavico riscopro forme che a me
somigliano
allora Adamo non può più esistere e sette giorni soli son pochi
per creare
e ora ditemi se la mia genesi fu d'altri uomini o di quadrumani.
Adamo è morto ormai e la mia genesi non è di uomini ma di
quadrumani.
Alto, arabescando un alcione stride sulle ginestre e sul mare ora
il sole sa chi riscaldare.


750.000 anni fa... L’amore
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Già l'acqua inghiotte il sole
ti danza il seno mentre corri a valle
con il tuo branco ai pozzi
le labbra secche vieni a dissetare
Corpo steso dai larghi fianchi
nell'ombra sto, sto qui a vederti
possederti, si possederti... possederti...
Ed io tengo il respiro
se mi vedessi fuggiresti via
e pianto l'unghie in terra
l'argilla rossa mi nasconde il viso
ma vorrei per un momento stringerti a me
qui sul mio petto
ma non posso fuggiresti fuggiresti via da me
io non posso possederti possederti
io non posso fuggiresti
possederti io non posso...
Anche per una volta sola.
Se fossi mia davvero
di gocce d'acqua vestirei il tuo seno
poi sotto i piedi tuoi
veli di vento e foglie stenderei
Corpo chiaro dai larghi fianchi
ti porterei nei verdi campi e danzerei
sotto la luna danzerei con te.
Lo so la mente vuole
ma il labbro inerte non sa dire niente
si è fatto scuro il cielo
già ti allontani resta ancora a bere
mia davvero ah fosse vero
ma chi son io uno scimmione
senza ragione senza ragione senza ragione
uno scimmione fuggiresti fuggiresti
uno scimmione uno scimmione senza ragione
tu fuggiresti, tu fuggiresti...


Ed ora io domando tempo al tempo ed egli mi risponde... Non ne ho!
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Ruota eterna ruota pesante lenta nel tuo cigolio
stai schiacciando le mie ossa e la mia volontà
meccanismo fatto di croci coi tuoi fantocci attaccati
che pendono dai tuoi raggi girano coi tuoi ingranaggi va...
Va, la ruota va un colpo non lo perde mai cambia i volti non cambia niente
lo sperma vecchio dei padri ho urlato forte la mia rabbia
ma agonizzo anch'io anch'io ah ruota gigante
perchè dunque mi fai pensare se nel tuo girare
la mente poi mi frenerai va, la ruota va
un colpo non lo perde mai mai e va...


Canto nomade per un prigioniero politico
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

In questi giorni è certo autunno giù da noi dolce Marta, Marta mia...
Ricordo il fieno e i tuoi cavalli di Normandia, eravamo liberi, liberi.
Sul muro immagini grondanti umidità, macchie senza libertà.
Ascolta Marta in questo strano autunno i tuoi cavalli gridano, urlano
incatenati ormai.
Cosa dire, soffocare, chiuso qui perché... prigioniero per l'idea, la mia
idea perché.
Lontano è la strada che ho scelto per me dove tutto è degno di
attenzione
perché vive, perché è vero, vive il vero. Almeno tu che puoi fuggi via
canto nomade,
questa cella è piena della mia disperazione, tu che puoi non farti
prendere.
Voi condannate per comodità, ma la mia idea già vi assalta.
Voi martoriate le mie sole carni, ma il mio cervello vive ancora...
ancora.
Lamenti di chitarre sospettate a torto, sospirate piano e voi donne
dallo sguardo altero,
bocche come melograno, non piangete perché io sono nato, nato
libero, libero
non sprecate per me una messa da requiem. Io sono nato libero.


Non mi rompete
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Non mi svegliate ve ne prego, ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perchè volete disturbarmi se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale... in volo...
Non mi svegliate ve ne prego ma lasciate che io dorma questo sonno,
c'è ancora tempo per il giorno quando gli occhi si imbevono di pianto,
i miei occhi... di pianto...


La città sottile
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Tu chi sei, città non città che vivi appesa in giù alle tue corde d'aria ferma.
Travi, tubi senza dimensioni, freddi quarzi invecchiati.
I tuoi mille ascensori di carta velina che vanno su e giù senza posa,
nessuno che scende, nessuno mai sale. Sottile non città che reggi tutto su niente:
ogni retta poggia su se stessa, ogni curva su se stessa, assurdi equilibri spostati.
Luci opache le tue rare stelle, il tuo sole e' spirato.
Che altro ti resta se non l'uomo nudo che io vedo ogni giorno
quel pazzo padrone, poeta o predone che vive sull'ultima trave.
Si frega le mani poi ride, o non ride...
Saltella leggero dal trave a una curva ma oggi l'ho visto tuffarsi nel vuoto
cosi' d'improvviso però non so dire se urlasse o ridesse.
Qui il vento non soffia i rumori ma c'è il silenzio che sa scrivere
nell'aria ferma. Sottile non città fra i tuoi perenni grigi sola.


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