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40 anni CD2

Secondo disco dell'album che celebra i 40 anni del Banco del Mutuo Soccorso (Sony 2012). All'interno tre brani inediti composti, orchestrati e registrati da Vittorio Nocenzi i quali rappresentano due dei tre temi conduttori di Francesco, opera rock del Banco rimasta inedita e, a chiudere, tre brani di quel “Salvadanaio” eseguiti a Roma il 28 aprile 2012 (40 anni dopo).
La stessa energia e lo stesso fascino...
“deviazione dalla norma”, è progresso! 

CD2 Inediti

  1. Polifonia
    musica: V. Nocenzi
  2. Tentazione
    musica: V. Nocenzi
  3. Padre Nostro
    musica: V. Nocenzi Live
  4. R.I.P. (Requiescant In Pace)
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  5. Metamorfosi
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  6. Traccia
    musica: V. Nocenzi

Testi

In volo
musica: V. Nocenzi 
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo, o Astolfo,
e sfrena il tuo volo dove più ferve l'opera dell'uomo,
però non ingannarmi con false immagini
ma lascia che io veda la verità e possa poi toccare il giusto.
Da qui messere si domina la valle ciò che si vede, è.
Ma se l'imago è scarna al vostro occhio scendiamo a
rimirarla da più in basso
e planeremo in un galoppo alato entro il cratere ove
gorgoglia il tempo.

 

R.I.P. (Requiescant In Pace)
musica: V. Nocenzi 
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

 

Cavalli corpi e lance rotte si tingono di rosso lamenti di persone
che muoiono da sole senza un Cristo che sia là.
Pupille enormi volte al sole la polvere e la sete l'affanno della morte
lo senti sempre addosso anche se non saprai il perchè.
Requiescant in pace. Requiescant in pace. Requiescant in pace.
Requiescant in pace.
Su cumuli di carni morte hai eretto la tua gloria ma il sangue che hai
versato su te è ricaduto
la tua guerra è finita vecchio soldato.
Ora si è seduto il vento il tuo sguardo è rimasto appeso al cielo
negli occhi c'è il sole nel petto ti resta un pugnale.
E tu no, non scaglierai mai più la tua lancia per ferire l'orizzonte
per spingerti al di là per scoprire ciò che solo Iddio sa.
Ma di te resterà soltanto il dolore, il pianto che tu hai regalato
per spingerti al di là per scoprire ciò che solo Iddio sa.
Per spingerti al di là, per scoprire ciò che solo Iddio sa...

 

Metamorfosi
musica: V. Nocenzi 
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

 

Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo, o Astolfo,
e sfrena il tuo volo dove più ferve l'opera dell'uomo,
però non ingannarmi con false immagini
ma lascia che io veda la verità e possa poi toccare il giusto.
Da qui messere si domina la valle ciò che si vede, è.
Ma se l'imago è scarna al vostro occhio scendiamo a
rimirarla da più in basso
e planeremo in un galoppo alato entro il cratere ove
gorgoglia il tempo.

 

Il giardino del mago
musica: V. Nocenzi 
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

 

Da bambino ci montavo su
al cavallo con la testa in giù
galoppavo senza far rumore
gli zoccoli di legno che volavano sui fiori
non sciupavano i colori.
Stan cantando al mio funerale
chi mi piange forse non lo sa
che per anni ho cercato me
e passo dopo passo con le spine ormai nei piedi
tanto stanco stanco.
Io sono arrivato nel giardino del mago
dove dietro ogni ramo crocifissi ci sono
gli ideali dell'uomo.
Grandi idee invecchiate nel giardino del mago
io sto appeso ad un ramo dentro un quadro che balla
sotto un chiodo nell'aria
sono la che ho bisogno di carezze umane più di te.
E il tempo va il tempo va passa
e il tempo va il tempo va passa e va
E tu che fai e tu che fai e tu
e tu che fai e tu che fai che fai?
Sono finito ormai quaggiù
ma vieni via ma vieni via vieni via!
Non posso tornare resterò
se resterai se resterai che farai?
Ogni creatura del giardino del mago
vive tutto il suo tempo dentro in un albero cavo
C'è chi ride chi geme
chi cavalca farfalle
chi conosce il futuro
chi comanda alle stelle come un re
comanda le stelle, comanda le stelle,
comanda le stelle, comanda le stelle,
ma chi è che comanda da sé...
Com'è strano oggi il sole
non si fa scuro chissà perché
forse la sera non verrà
a uccidermi ancora
ha avuto pietà solo ora
Per pietà della mia mente che se ne va
il giorno aspetterà
per me si fermerà un po' di più
vedo già foglie di vetro
alberi e gnomi corrersi dietro
torte di fiori e intorno a me
leggeri cigni danzano
a che serve poi la realtà.
Coi capelli sciolti al vento
io dirigo il tempo
il mio tempo
là negli spazi dove morte non ha domini
dove l'amore varca i confini
e il servo balla con il re
corona senza vanità
eterna è la strada che va.

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