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Il 13

Alla fine del 1994 esce un nuovo lavoro del Banco, il primo in quasi dieci anni ad essere pubblicato a nome del gruppo. "Il 13" (1994) è un album che si mantiene in equilibrio tra passato e presente, in cui è presente un chiaro riferimento alla tradizione del gruppo come pure all'esigenza di una maggiore comunicativa.
E' impossibile comunque non provare un brivido lungo la schiena all'ascolto di "Bisbigli", brano per solo piano quasi sussurrato da Vittorio Nocenzi, o nella trascinante "Emiliano". Altri momenti splendidi dell'album sono "Guardami le spalle", "Bambino", "Rimani fuori" e "Tirami una rete".

IL 13 - CD (B.M.S.) - EMI 1994

  1. Dove non arrivano gli occhi
    musica: V. Nocenzi
  2. Sirene
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo
  3. Sirene (parte II)
    musica: V. Nocenzi
  4. Brivido
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo
  5. Guardami le spalle
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo
  6. Anche Dio
    musica: V. Nocenzi
  7. Spudorata (pi-ppò)
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo
  8. Bambino
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo
  9. Tremila (rock prove)
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V.Nocenzi
  10. Rimani fuori
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V.Nocenzi
  11. Emiliano
    musica: V. Nocenzi
  12. Mister Rabbit
    musica: V. Nocenzi
    testo:F. Di Giacomo - V. Nocenzi - B. Cova
  13. Magari che (gargarismo)
    musica: V. Nocenzi 
    testo: F. Di Giacomo
  14. Tirami una rete
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo
  15. Bisbigli
    musica: V. Nocenzi

Testi

Sirene
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo

Sirene, sirene, sirene, si, si, sirene. Che code lunghe, che corpi lucenti, che trappole strane, che storie indecenti. Sirene.
Non basta dire basta non basta più bisogna avere il cuore impermeabile.
Attenti a scivolare su questo mare c'è da restare asciutti, a singhiozzare.
Da quale parte stai? ma chi lo sa! e quale parte fai, per sopravvivere.
Ed io contro di te, e tu contro di lui e lui contro di noi e allora tutti contro, tutti contro.
Sirene, sirene, sirene, si, si, sirene. Sirene, sirene, ma quante sirene, che code lunghe,
che corpi lucenti, lingue gonfie, parole avvolgenti, trappole strane, che storie indecenti.
Siamo di razza buona e benedetta, abbiamo braccia e testa che vanno in fretta.
avanti popolo alla ricotta, che la bandiera e' una pagnotta, una pagnotta.
Il "padre bianco" dice chi se ne frega, contraccettivi e stupri, basta che prega.
Bambini di calcutta o quarto mondo, se avrete culo arriverete in fondo, in fondo.
Sirene, sirene, sirene, si, si, sirene. Sirene, sirene, sempre sirene, che code lunghe,
che corpi lucenti, trappole strane, storie indecenti, noi siamo fuori, noi siamo innocenti...
Però, ad occhi aperti, non so se mi assolvo.
Sirene, sirene, sempre sirene, che code lunghe,
che corpi lucenti, sacchi di sabbia, storie indecenti, noi siamo fuori, noi siamo innocenti.
Sirene, sirene, sempre sirene, il cuore vi aspetta, è pronto coi denti.


Brivido
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo

Sufficienti e progettati così siamo quasi eccezionali,
il cuore batte in tempo reale, che ci fa commuovere.
Uno, dieci, cento anni quaggiù contro questa luna nera,
ci faremo luce da soli, ma soli lo siamo già.
Cerchiamo tutti un brivido, che abbiamo il cuore da liberare,
che abbiamo tutti un sogno al minimo ma se lo tocchi ti fa tremare.
Cerchiamo tutti un brivido, in fondo al pozzo dei desideri.
presi dai nostri limiti, non ci troviamo brividi veri
e andiamo giù, così, senza le ali, senza volare, andiamo giù.
Forse l’uomo di domani è così, con il sangue arciobaleno,
il pensiero è un pezzo di cielo, che poi non si spegne mai, che non si spegne mai.
Cerchiamo tutti un brivido in questo tempo livido siamo su un treno senza fermate.
Cerchiamo tutti un brivido, che abbiamo il cuore da liberare,
teniamo un sogno al minimo, se lo lasciamo ci fa volare
e siamo noi così, abbiamo un cuore con grandi ali.
Cerchiamo tutti un brivido, un sentimento da conservare,
teniamo un sogno al minimo se lo lasciamo ci fa volare, favolare.
Che abbiamo un sogno minimo, abbiamo un sogno con grandi ali per volare, per volare, per volare.


Guardami le spalle
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo

Guardami le spalle mentre guardo il cielo, che di te io mi fido,
è una notta perfetta così bianca e stretta ci si passa appena.
Prendimi le braccia come fossi un figlio, se lo fai io ci credo,
come fossi tuo figlio a cui vuoi raccontare tutto il bene e il male.
Sarà il tempo che si fermerà all'orizzonte:
è un riflesso di luce perfetta come un diamante.
Guardami le spalle mentre guardo il cielo, se lo fai ci credo,
ogni notte un uomo vola via, ci prova ma col cuore in gola.
Toccami sul petto, toccami la mano io lo voglio davvero,
il pensiero di te, in questa notte che c'è, che non passa.
Guardami le spalle mentre guardo il cielo, se lo fai io ci credo.
Sarà il tempo che si fermerà all'orizzonte,
è un riflesso di luce perfetta come un diamante.
Guardami le spalle mentre guardo il cielo, che di te mi fido,
ogni notte un uomo vola via, ci prova, ma col cuore in gola.


Spudorata (pi-ppò)
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo

L'ossido di carbonio mi strapazza i polmoni, mi distrugge i colloni,
perso nei pantaloni, cosa fare di più, pi-ppò pi-ppò.
E così faccio il pieno, faccio un pieno al veleno e col sole va bene,
che mi fa tanto bene, dalla cintola in giù, pi-ppò pi-ppò.
Ahhhhhhh, spudorata, ahhhhhhh, spudorata.
Mi potrei fucilare, è un'azione esemplare, ma mi manca il plotone,
quindi l'esecuzione me la faccio da me, pi-ppò pi-ppò.
Senza un vero movente, quanto meno apparente, mi ritrovo disfatto,
che somiglio ad un letto che l'amore non fa, pi-ppò pi-ppò.
Ahhhhhhh, spudorata, ahhhhhhh, spudorata.
Ahhh, come sono contento, come sono ma come sono,
Dio come sono sgomento. Ahhh, come sono con te, con te.
Fuorilegge nel cesso, la sinistra o la destra, mi va bene lo stesso,
il finale è uno stresso, che morire mi fa, pi-ppò pi-ppò.
Immorale confesso, amo tutto di me, solo in questo fracasso,
non rompetemi il tasso di godibilità. Pi-ppò pi-ppò.
Ahhhhhhh, spudorata, ahhhhhhh, spudorata.
Ahhh, come sono contento, come sono ma come sono,
Dio come sono sgomento. Ahhh, come sono con te, con te.
Solo in questo fracasso, non rompetemi il tasso di godibilità.


Bambino
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo

Guarda, guarda bambino come sono, sono alti gli aeroplani.
Guarda, guarda lontano quante stelle cadono giù,
grappoli di rose, nel silenzio veloce.
Senti, senti bambino questa storia
che non sa di pane, che ti arriva nel cuore, così lieve non fa rumore,
sparano lontano, è una pioggia di stelle.
Come si fa, ma come fanno gli angeli a volare in un cielo rosso.
Stringimi forte ora, che non mi sento di scappare questa è una notte vera.
Tu, dimmelo ancora, tu dimmelo ancora, tu stringimi ancora, tu, ancora, ancora.
Come si fa, ma come fanno gli angeli a volare in un cielo rosso.
Stringimi forte ora, che non mi sento di scappare questa è una notte vera.
Tu, dimmelo ancora, tu, dimmelo ancora, tu, stringimi ancora, tu, ancora, ancora.


Tremila (rock prove)
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V.Nocenzi

Dormi, c'è bassa marea stasera e non si naviga controvento credimi.
Dormi, forse c'è chi ti dirà che avevamo grandi idee, concluse mai.
Ma attento, quando cambia il vento, quelli senza idee per primi vanno a fondo,
tu ascoltami, non farti spegnere mai, accendi la testa ma accendila tu.
Vedi, vedi anche il cielo sbanda come me, come noi, come tanti.
Miti, sentimenti a zero, sono piccoli, non stanno in un pensiero.
Catturano, ti sembreranno emozioni, radio-bugie, certe fottute tv,
ma tu, se puoi non farti prendere.
Attento, quando cambia il vento, quelli senza idee per primi vanno a fondo,
provaci, vai sulla punta del cuore, e accendi il tuo cielo, che esiste davvero.
Dormi c'è bassa marea stasera e non si naviga controvento credimi.
Guarda, guarda nel tremila, sali su, sulla punta dei piedi e poi giurami
che è vero quello che vedi, dimmi che è meglio, è molto meglio di ieri
di adesso, perchè saprai difenderti quando s'alzerà il vento le tue idee vedrai ti salveranno.

Credici vai sulla punta del cuore e accendi il tuo cielo, che esiste davvero.


Rimani fuori
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Rimani fuori, non mi va di parlare, di nascondermi ancora,
rimani fuori e non dire che non è giusto, non mi dire va bene, stammi lontana,
ma poi cercami, con quegli occhi che sanno rubare il dolore,
cercami ancora e poi... rimani.
Rimani fuori, via da questo silenzio che ti fa stare male, stammi lontana,
però tu guardami: quando cerco sbagliando quello che poi non vale, è come perderti.
Rimani, rimani ancora, tu rimani qui, io sto dentro le tue scarpe, senza rumore,
senza paure, rimani qui, fino all'alba che verrà.
Cercami, con quegli occhi che sanno rubare il dolore, rimani ancora qui.
Guardami, quando cerco sbagliando quello che poi non vale, è come perderti.
Rimani, rimani ancora, senza rumore, dentro l'alba che verrà.


Mister Rabbit
musica: V. Nocenzi
testo:F. Di Giacomo - V. Nocenzi - B. Cova

Rabbit, mister rabbit, rabbit cosa fai. Rabbit , mister rabbit, rabbit vedrai, vedrai.
Attento al mattino, ha l'oro in bocca, in bocca di chi? Del sole? Della rugiada?
Del sole che non c'è, dei pescecani con la mascella. Hey mister rabbit che fai?
Fai ancora lo strozzino, hai sempre scelto in tempo il tempo, per colpire chi non ce la fa.
ma perchè te ne vai a testa bassa, venderesti anche tua madre o già lo fai,
hai le orecchie d'oro lunghe quanto basta per sentire chi sta sotto, e te lo fai.
Rabbit, mister rabbit, rabbit cosa fai Rabbit , mister rabbit, rabbit vedrai, vedrai.
Attento al domani che non si tocca, come un albero io,
anch'io, ho un'ombra chiara come l'aria di mattina,
che non si appoggia, non ci sta sulla tua faccia.
Hey mister rabbit che fai? Vendi ancora la tua "robetta",
non hai capito in tempo il tempo, il silenzio che aspetta senza fretta.
Rabbit, mister rabbit, rabbit cosa fai.
Rabbit , mister rabbit, rabbit vedrai, vedrai. Rabbit, mister rabbit, rabbit cosa fai.
Rabbit , mister rabbit, rabbit vedrai, vedrai.


Magari che (gargarismo)
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo

Guardami, guardami, guardami di più oltre l'istinto, quanta anima, anima, anima.
Cercala, cercala, cercala se c'è, sotto un ritardo del cuore
deserto tocca l'anima, anima, anima.
Magari che ci fosse l'anima, in questo tempo di caucciù,
pieno di uomini e di nuvole come noi.
Prendimi, prendimi siamo uguali a noi, io e te sorella quanta anima, anima ,anima.
Toccala, toccala provami che c'è, io e te sorella, né cielo né terra,
siamo anima, anima, anima.
Magari che ci fosse l'anima, in questo minimo che c'è,
con un bastone dietro a un angolo che aspetta me, magari te.
Sta in chi ti grida in mezzo al traffico "che bella musica che fai",
sta nelle idee che si ribellano, che ti cambiano.
Ci sono quelli che perdono, ma che non si perdono, imperfetti, indistruttibili,
costretti a essere liberi, sai che cosa c'è?
Hanno una specie d'anima, che è sacra come raggi di sole.
Magari che ci fosse l'anima, sta in una mano quando c'è,
sta in chi sparisce in fondo a un attimo anche se un angelo davvero, davvero non è.
Magari che ci fosse l'anima, in mezzo al minimo che c'è,
sta in questa specie di giocattolo che siamo noi.


Tirami una rete
musica: V. Nocenzi
testo:F. Di Giacomo

E' incredibile restare a terra con le ali sgonfie in salita scattano avanti e tu che non ce la fai.
E invece no, sto come sto, ma ho tanta vita da fare come sto.
Ma l'uomo che ha paura fa di tutto, adora piccoli dei, fa di più,
chiama amore una suggestione o che.
E allora no, sto come sto, c'è tanta vita da fare come sto.
Sto come sto, cerco l'azzurro dei gesti, come i tuoi.
Tirami una rete e non lasciarmi andare che sto dove sto.
Non farmi cadere perchè si può cadere di più, fossi in te rischierei. Mi potrei schiantare
come un aquilone, quando il vento non c'è, ma tu fammi atterrare
senza farmi male che puoi, io ti benedirei.
Solo come tanti è normale quasi mortale, anche un atleta sbaglia gare importanti
questo lo sai? Mi senti o no? Sto come sto, nel rosso delle parole quelle tue.
Tirami una rete e non lasciarmi andare che non so dove sto.
Non farmi cadere che c'è molto di più, c'è di più, fossi in te rischierei.
Mi potrei schiantare come un aquilone quando il vento non c'è,
ma tu fammi atterrare senza farmi male che puoi, fossi in te rischierei.
Fammi riposare gli occhi su di te tutto il tempo che c'è, ma tirami una rete
con tutta la vita che sei, io ti benedirei.


Formazione:

Vittorio Nocenzi: tastiere, organo HAMMOND, mimimoog voce
Pier Luigi Calderoni: batteria
Francesco Di Giacomo: voce
Rodolfo Maltese: chitarra elettrica
Tiziano Ricci: basso
Paolo Sentinelli: tastiere
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