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Seguendo le tracce

Album che pubblica il concerto del Banco del Mutuo Soccorso tenuto al Teatro Verdi di Salerno il 23 aprile 1975. Un live che fissa nel tempo, come un quadro, la testimonianza del momento e dell’epoca. La cover si richiama, suggestivamente, alle copertine dei 33 giri della band. C’è il disegno del mitico Salvadanaio del primo disco del 1972, ed una foto della band a tavola come gli Apostoli nell’Ultima Cena ( con riferimento al disco Come in un’ultima cena). Il disco si apre con un noto brano, R.I.P., proposto però, in modo singolare, nella versione inglese. In evidenza Metamorfosi in una versione dilatata di oltre 26 minuti.

Seguendo le tracce CD (B.M.S.) - RMA 2005

  1. R.I.P (English Version)
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  2. L'Albero Del Pane
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  3. La Danza Dei Grandi Rettili
    musica: V. Nocenzi
  4. Passaggio
    musica: V. Nocenzi
  5. Non Mi Rompete
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  6. Dopo... Niente è più lo stesso
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi
  7. Traccia II
    musica: V. Nocenzi
  8. Metamorfosi
    musica: V. Nocenzi
    testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Testi

R.I.P (English Version)
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

 

L'Albero Del Pane
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

L'accampamento dell'inverno ha già posto l'assedio
ma ha scolpito il sole nel mio cuore per ricordarne il calore.
Non resterò seduto a riva mentre l'acqua cammina
riapoggiando il passo nei suoi remi seguirò nuovi sentieri
e lascerò così volar via dal capo la cenere
l'albero del pane ricrescerà vicino, vicino a me
io voglio sentire la mia voce cantare, cantare di più
sempre di più.
La pioggia bussa alla mia schiena ma non cerco rifugio
non si getti terra su di me, il gallo chiama ogni giorno.
Addolcirò così la mia lingua gonfia di polvere
l'albero del pane mi sfamerà,
io voglio sentire il mio canto salire, salire di più
sempre di più.


Non Mi Rompete
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Non mi svegliate ve ne prego, ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perché volete disturbarmi se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale... in volo...
Non mi svegliate ve ne prego ma lasciate che io dorma questo sonno,
c'è ancora tempo per il giorno quando gli occhi si imbevono di pianto,
i miei occhi... di pianto...


Dopo... niente è più lo stesso
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Forte treno impaziente treno dritto sulla giusta via sei arrivato.
Ad ogni passo baci i miei stivali, terra mia ti riconosco.
Possente terra come ti invocavo nei primi giorni in cui tuonava il cannone.
Montagne che fermate il mio respiro, siete sagge come allora?
Lascia il fucile la mia spalla e cade giù la gloria, gloria?!
E torna l'uomo con la sua stanchezza infinita.
Sono questi i giorni del ritorno quando sui canneti volan basse le cicogne
e versano il candore delle piume dentro i campi acquitrinosi e poi fra i boschi volan via.
Sono questi i giorni del ritorno, rivedere viva la mia gente viva,
vecchi austeri dalle lunghe barbe bianche e le madri fiere avvolte dentro scuri veli.
E piange e ride la mia gente e canta... allora è viva la mia gente... vive... vive...
Canti e balli nella strada volti di ragazze come girasoli cose che non riconosco più.
Per troppo tempo ho avuto gli occhi nudi e il cuore in gola, eppure
non era poca cosa la mia vita. Cosa ho vinto, dov'è che ho vinto
quando io ora so, ora so che sono morto dentro tra le mie rovine.
Perdio ! Ma che m'avete fatto a Stalingrado !?!
Difensori della patria,o amanti di libertà ! Lingue gonfie, pance piene
non parlatemi di libertà,
voi chiamate giusta guerra ciò che io stramaledico !!!
Dio ha chiamato a sé gli eroi, in paradiso vicino a lui !
Ma l'odore dell'incenso non si sente nella trincea.
Il mio vero eroismo qui comincia, da questo fango. T'ho amata donna e parleranno ancora i nostri ventri.
Ma come è debole l'abbraccio in questo incontro.
cosa ho vinto, dov'è che ho vinto quando io,
vedo che, vedo che niente è piu' lo stesso, ora è tutto diverso. Perdio ! Ma che cos'è successo di così devastante a Stalingrado !?!


Metamorfosi
musica: V. Nocenzi
testo: F. Di Giacomo - V. Nocenzi

Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo, o Astolfo,
e sfrena il tuo volo dove più ferve l'opera dell'uomo,
però non ingannarmi con false immagini
ma lascia che io veda la verità e possa poi toccare il giusto.
Da qui messere si domina la valle ciò che si vede, è.
Ma se l'imago è scarna al vostro occhio scendiamo a
rimirarla da più in basso
e planeremo in un galoppo alato entro il cratere ove
gorgoglia il tempo.


Formazione
Vittorio Nocenzi: tastiere e sintetizzatore
Gianni Nocenzi: pianoforte, piano elettrico, clarinetto
Francesco Di Giacomo: voce
Rodolfo Maltese: chitarra elettrica, chiatarra acustica, tromba
Renato D'Angelo: basso
Pier Luigi Calderoni: batteria, percussioni

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