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Corpo di guerra

"Le atrocità della guerra a volte sembrano cosi lontane dalle nostre case, mediate come sono dai grandi mezzi di comunicazione di massa, tanto che passano attraverso la nostra coscienza senza lasciare traccia. Abbiamo volutamente, proprio per questo motivo, preso un momento storico del nostro territorio marchigiano risalente al 1943, l'eccidio partigiano di Montalto di Cessapalombo, in provincia di Macerata, fatto ancora tragicamente vivo nella memoria di qualcuno dei suoi protagonisti, per meglio ricreare il dolore di chi vive in un territorio martoriato dalla guerra".

Arte Nomade

 

L'uscita del CD nel 2002 e stata integrata nello spettacolo multimediale "Corpo di guerra", presentato in prima nazionale il 27 Giugno 2002 nello stesso luogo dell'eccidio, all'interno del programma del festival Terra di Teatri dell'Assessorato ai Beni Culturali della provincia di Macerata.
www.artenomade.com

 

CORPO DI GUERRA 2002

  1. Il tempo in cui ci si innamora
    musica e testo: Marino e Sandro Severini
  2. Aprile
    musica e testo: Marino e Sandro Severini
  3. Fuggono
    musica e testo: Ziringaglia
  4. Non parla
    musica e testo: Ziringaglia
  5. Una cosa sola
    musica e testo: Vittorio Nocenzi
  6. Le fughe, i ritorni
    musica e testo: Vittorio Nocenzi
  7. Corpo di guerra (uno)
    musica e testo: Fracesco Magnelli-Ginevra Di Marco-Della Monica-Gambinossi-Santoni
  8. Corpo di guerra (due)
    musica e testo: Fracesco Magnelli-Ginevra Di Marco-Della Monica-Gambinossi-Santoni
  9. La brezza tra gli ulivi
    musica e testo: Ductia
  10. Sfinita
    musica e testo: Ductia
  11. L' altrove
    musica e testo: Ogam
  12. Qui si compie la mia storia
    musica e testo: Ogam
  13. Più nulla
    musica e testo: Ogam

Testi

Il tempo in cui ci si innamora
musica e testo: Marino e Sandro Severini

Fuori ai cancelli del cielo la notte era buona per arrenderci al sangue
notte dall’aria innocente con le dita puntate fra gli occhi e la luna
ma la luce verrà, verrà, verrà così vedrai.

Verrà, vedrai, il tempo in cui ci si innamora,
verrà, vedrai, il tempo in cui ci si innamora.

Fuori nella terra che prega l’idea del diluvio era appena finita
giorno era l’ultima uscita, la scelta di sempre o la borsa o la vita
ma non sarà così mai più mai.

Verrà, vedrai, il tempo in cui ci si innamora,
verrà, vedrai, il tempo in cui ci si innamora.

Ora nel puro silenzio ci resta soltanto scivolare nel fondo
per cercare chi ancora non s’è fatto ombra
per non esser più soli e trovare un amore
quell’amore che è tutto, è tutto, è tutto, tutto il peso del mondo.

Verrà vedrai il tempo in cui ci si innamora,
verrà vedrai il tempo in cui ci si innamora.


Aprile
musica e testo: Marino e Sandro Severini

Venite qui stasera, venite piano piano che fra la febbre e il gelo che fra la neve e il grano
in mezzo ci sta aprile e voi già lo sapete, di tutti i mesi aprile è quello più crudele.
Venite su al confine, nell’ora del tramonto voi che siete stati, siete il sale del mondo
voi che vi siete fatti vivi e viva è la memoria del giorno che in aprile ci siamo fatti storia.
C’è un corpo sul confine, lasciato lì per terra, offeso dalla guerra, venitelo a guarda'.

E il sangue odora forte, odora come ai tempi quando il fratello disse all’altro “andiamo ai campi”
e l’altro suo fratello aveva il cuore in mano quando gli rispose “ai campi, ai campi andiamo”.
C’è un corpo sul confine, lasciato lì per terra, sporcato dalla guerra, venitelo a guarda'.

È vero questo sangue che bagna le ferite, è vero come un fiume che preme sulle rive,
è vero come un uomo che ha nostalgia del pianto, la verità è al confine nell’ora del tramonto.
Venite qui stasera, venite quando è aprile, guardate nel silenzio il cuore della luce,
del sangue la mia terra, no non ha più sete,morire non si può in aprile risorgere si deve.
C’è un corpo sul confine, lasciato li per terra, è un corpo di guerra, venitelo a salva'.
C’è un corpo sul confine, lasciato li per terra, è un corpo di guerra, venitelo a salva'.


Fuggono
musica e testo: Ziringaglia

E' un odio da un altro tempo;
è un desiderio che deriva dai secoli.
Ed ora essi hanno perso se stessi,
hanno perso la propria città senza averla.

Dappertutto le piogge incessanti
gli autocarri che viaggiano lenti,
la stanchezza, il cappotto
pesante come un sudario.

Fuggono.


Non parla
musica e testo: Ziringaglia

E non parla non dice il suo tormento,
chiusa in una lingua a metà una lingua piena di consonanti,
lei s'affida solo alla voce dei vendicatori e intanto sogna,
delira chiama i morti che alla sua festa, lei inviterà.
Il suo respiro lieve è di quelli che lasciano già immaginare che tutto perderà.


Una cosa sola
musica e testo: Vittorio Nocenzi

Quando il sangue e la memoria sono una cosa sola
non serve coprire le nudità,
non serve evitare la tortura,
non serve salvare l’anima.
Basta gridare “odio tutti quei volti, odio”.
Non serve salvare l’anima,
non serve coprire le nudità.
Il sangue e la memoria sono una cosa sola.


Le fughe, i ritorni
musica e testo: Vittorio Nocenzi

Siete stati chiamati, voi tutti siete stati chiamati a produrre macerie,
a vivere il tempo della menzogna e delle sentinelle.
Ed ora assistete a una corsa delle uniformi.
Oh le fughe, le fughe i ritorni.

Le corse verso il mare corrotto dalle città di sabbia,
le rovine della primavera, il vetro opaco che si rompe in mano prima dell’arrivo.
Le nostre fughe, le fughe ed i ritorni.

I vostri occhi torneranno all’orizzonte,
per non vederlo in un inutile dolore sommerso, sommerso, dolore sommerso.

Siete stati chiamati, voi tutti siete stati chiamati.
Siete stati chiamati, voi tutti siete stati chiamati.

Le nostre fughe (le fughe, le fughe) le fughe i ritorni.
I vostri occhi torneranno all’orizzonte,
per non vederlo in un inutile dolore sommerso, sommerso, dolore sommerso, dolore sommerso.

Dolore sommerso, inutile dolore sommerso.


Corpo di guerra (uno)
musica e testo: Ginevra Di Marco, Francesco Magneli

Non è giusto che le cose durino così a lungo
pensò guardando il disertore che non voleva cadere.

Il chiarore asciutto del sottoponte era quasi accogliente
quel corpo si agitava era la primavera o i colpi sotto la pelle.

Madre severa
ci veglia la memoria
ci consegna intatti
alla nostra storia.

Immaginò i millenni e i popoli e avvertiva un dolce languore
come a scorrere nelle sue vene fosse la materia delle stelle.

Madre severa
ci veglia la memoria
ci consegna intatti
alla nostra storia.

Padre ricordo che anche tu facevi fatica a stare in piedi
padre ricordo che anche tu facevi fatica a stare in piedi...


Corpo di guerra (due)
musica e testo: Ginevra Di Marco, Francesco Magneli

Bruciarsi nel corpo di un altro,
così senza farsi notare
ci sarà pure un motivo

Bruciarsi nel corpo di un altro,
ci sarà pure un motivo
ci sarà una ragione.

Bruciarsi nel corpo di un altro,
invece trattengo il respiro
per non piangere.

Quando tutt'intorno non c'è altro,
quando tutt'intorno non c'è altro
che quel corpo immerso nel furore del suo pianto.

Bruciarsi nel corpo di un altro,
ci sarà pure un motivo
ci sarà pure un motivo.

Quando tutt'intorno non c'è altro,
quando tutt'intorno non c'è altro
che quel corpo immerso nel furore del suo pianto.

I documenti bruciati,
l'Oriente l'Occidente immenso
disorientato da un corpo e da una voce
che non so neppure chi fosse
e perché non parlava.


La brezza tra gli ulivi
musica e testo: Ductia

Dolce brezza tra gli ulivi che sfioravi i miei capelli
eri triste quella sera non lo scorderete mai.
Quanto ti ho desiderato dolce vento tra gli ulivi
come a volte si desidera che giunga presto la fine.

Quando poi le mie parole impastate per viltà
rosso scuro di dolore accarezzai ancor
vola dritto fino al sole urlale senza pietà
grida forte anche il mio nome e quando fa male la vita.

Dio del cielo che hai fatto di questo deserto un giardino non scordarti di me.
Dio del cielo che hai dato la vita anche a chi non capiva non scordarti di noi.

Laverò le tue bellezze dolce pioggia pioverà
curerò le tue ferite fino dentro all’anima
poi ti porterò lontano, via da questa crudeltà
là dove volevi ancora sentirti dire ti amo.

Dio del cielo che hai fatto di questo deserto un giardino non scordarti di me.
Dio del cielo che hai dato la vita anche a chi non capiva non scordarti di noi.
Dio del cielo che hai dato la vita anche a chi non capiva non scordarti di noi.


Sfinita
musica e testo: Ductia

Siete venuti qui per solidarietà, per alleviare un po’ la sofferenza tra noi
e tutt’intorno a voi, nubi di polvere, fiumi di lacrime, quant’ amarezza e dolor.
Ma non avete visto la mia città, non avete ancora visto la mia città
ed io sfinita qui, stesa su un fianco, somiglio appena a quella che c’era in me.
No, non copritemi, non nascondetemi, voglio mostrare qui a tutti la mia città.
Ma non avete visto la mia città, non avete ancora visto la mia città
non avete visto niente della mia città, voi non avete visto la mia città.
Ma non avete visto la mia città non avete ancora visto la mia città
non avete visto niente della mia città, voi non avete visto la mia città.


L' altrove
musica e testo: Ogam

Dice di vedere, lì, sotto quel ponte,
di vedere i suoi simili in carovana abbandonano la città,
seguendo le grandi strade a nord - verso il nord del mondo.

Dice che vorrebbe partire anche lei da ciò che le resta,
lasciare quel corpo quella memoria immensa
e non sentire più il tanfo dei sopravvissuti.

Dice di vedere…dice di vedere.
Dice di vedere ma intanto non guarda
ha gli occhi chiusi sul tempo che si sbriciola
le domande dell'esistenza affollano la mente
oltre il groviglio dei sentimenti.

Dice di vedere…dice di vedere.
Dice di vedere, dice di intuire il millennio che c'è fuori,
ma fuori c'è la storia giocata sulle barricate,
densa di leggende e nebbie c'è l' altrove infinito.

Dice di vedere, lì, sotto quel ponte,
di vedere i suoi simili in carovana abbandonano la città,
seguendo le grandi strade a nord - verso il nord del mondo Dice di vedere…dice di vedere.


Qui si compie la mia storia
musica e testo: Ogam

Qui si compie la mia storia
anche se la vita non se ne va
non se ne può andare, no, non può andare.

Qui si compie la mia storia,
è il tempo delle parole vuote,
è il tempo delle ore senza senso,

E mi sento andare a fondo
nella cavità dell’esistenza
dove non c'è più voce non c’è.
E mi sento andare a fondo
dove il buio si apre al buio
e la terra si apre alla terra.


Più nulla
musica e testo: Ogam

Alla fine più nulla ma io continuo a vivere in un tempo imprevedibile misterioso tanto quello passato nelle carezze, e quello futuro nel quale mi dissanguo.


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